Chiudere il coperchio o premere il pulsante “Spegni”?

Chiudere il coperchio o premere il pulsante “Spegni”? Questa piccola scelta è spesso stata motivo di indecisione per lungo tempo. Alcuni vorrebbero che il computer tornasse esattamente allo stato in cui era stato lasciato appena riaperto, altri invece preferiscono che la macchina si riposi del tutto, senza consumare nemmeno un watt.

In realtà la questione non è così complicata. Il sonno e lo spegnimento hanno ciascuno il proprio scopo, e quale sia l’opzione migliore dipende soprattutto dal dispositivo, da quanto tempo resterete via e da ciò che per voi conta di più: la velocità, la batteria o gli aggiornamenti del sistema.

Qual è la differenza tra sonno, spegnimento e ibernazione

Il sonno non spegne davvero il computer. La classica modalità ACPI S3, oppure la Modern Standby (S0ix) adottata da molti notebook recenti, limita a portare la CPU e gran parte dell’hardware in uno stato di basso consumo. La memoria resta alimentata, quindi i programmi aperti, le schede del browser e i documenti non ancora salvati rimangono esattamente dove erano. Il risveglio richiede solo da uno a tre secondi, davvero molto rapido.

Naturale, la comodità ha un prezzo. Durante il sonno il computer continua a consumare energia, tipicamente da 1 a 5 watt all’ora per un notebook, l’equivalente di qualche punto percentuale di batteria. Se la batteria si esaurisce durante il sonno, anche lo stato di sonno viene perso. Alcuni sistemi più recenti mantengono attiva la connessione di rete, così che email e notifiche arrivino come al solito. È comodo, certo, ma consuma un po’ di energia.

Lo spegnimento è la vera interruzione di corrente (ACPI S5): tutti i programmi vengono chiusi, la sessione utente termina, la memoria viene svuotata e la macchina non consuma praticamente più nulla.

Qui però c’è un dettaglio che vale la pena notare. In Windows, lo “spegnimento” non è necessariamente uno spegnimento completo. L’avvio rapido (Fast Startup) è una modalità ibrida: i programmi vengono chiusi e l’utente disconnesso, ma il kernel del sistema e i driver vengono scritti in un file di ibernazione, per rendere più veloce l’avvio successivo. In altre parole, non è un vero avvio a freddo. Solo scegliendo “Riavvia” oppure eseguendo uno spegnimento completo forzato si può pulire il kernel del tutto.

La situazione su macOS è più semplice, più vicina a un vero spegnimento. Il Mac va in sonno quando si chiude il coperchio e, grazie al consumo estremamente basso in sonno dei Mac con chip Apple, nella vita quotidiana non serve quasi mai spegnerlo.

L’ibernazione sta a metà strada tra i due. Scrive l’intero contenuto della memoria sul disco e poi riduce il consumo quasi a zero. La ripresa è più lenta del sonno ma più veloce dell’avvio a freddo, e il vantaggio maggiore è che anche se la batteria si esaurisce, lo stato di lavoro precedente può essere recuperato.

Nell’uso quotidiano, come pesare le opzioni

Il vantaggio maggiore del sonno è che non interrompe quasi per nulla il ritmo del lavoro. Andate a preparare un caffè, a una riunione o a pranzo, e al ritorno il cursore è ancora al suo posto, con tutto che vi aspetta. Il valore di questa esperienza è forse maggiore di quanto molti credano.

Lo spegnimento ha i suoi punti di forza. Quando non si usa il computer per molto tempo, consuma meno. Dal punto di vista della sicurezza, nella memoria non restano dati importanti. Ed è più favorevole alla manutenzione del sistema: gli aggiornamenti non completati possono essere installati senza problemi e i driver instabili possono essere resettati a dovere. C’è anche un vantaggio molto pratico: un computer spento messo in borsa non si scalda, mentre una macchina in sonno che si risveglia per errore dentro una custodia chiusa può diventare piuttosto calda.

Alcune vecchie affermazioni sul consumo energetico sono ormai superate. Un desktop collegato alla corrente che dorme tutta la notte consuma pochissimo, con differenze minime rispetto allo stato completamente attivo. Con un notebook a batteria però cambia tutto: una notte di sonno fa perdere parte della carica e se resta in sonno per diversi giorni la batteria potrebbe arrivare a zero. Quanto alla frase “spegnere e riaccendere spesso logora il disco e l’alimentatore”, applicata ai dischi a stato solido e agli alimentatori moderni è ormai insostenibile.

Dispositivi diversi, consigli diversi

Notebook Windows usato tutto il giorno: fate dormire il computer durante le pause di lavoro. Se invece dovete usare la batteria per molto tempo, mettere il PC in borsa per gli spostamenti o lasciarlo fermo per alcuni giorni, spegnetelo o ibernatelo. È consigliabile riavviare una o due volte alla settimana e fare il bravi riavviando quando Windows segnala aggiornamenti. Se il sonno presenta sempre problemi, come risveglio impossibile, scarica rapida o surriscaldamento in borsa, si tratta molto probabilmente di un problema di driver o della Modern Standby e conviene passare allo spegnimento.

MacBook con chip Apple: il sonno è l’opzione predefinita e il consumo di batteria in sonno è normalmente molto basso. Bisogna spegnere solo quando si deve riporre il computer per molti giorni, preparare i bagagli prima di un viaggio o risolvere problemi hardware. Per la maggior parte delle persone basta un riavvio alla settimana.

Mac con processore Intel oppure vecchi notebook Windows con sonno instabile: appena ci si allontana per un po’ di tempo, conviene spegnere o ibernare. Il firmware del sonno delle macchine vecchie tende a dare problemi, ed è meglio non correre rischi e fare la scelta più netta.

Desktop casalingo o da ufficio: se tornate lo stesso giorno e il computer è collegato alla corrente, il sonno va benissimo. Se dovete assentarvi per diversi giorni, volete risparmiare il più possibile o condividete il computer con altre persone e preferite accedere ogni volta con un sistema pulito, scegliete lo spegnimento. C’è una sola eccezione: se avete bisogno che il lavori in continuazione, ad esempio per il rendering di video, il download di file grandi, l’uso come server domestico o l’accesso remoto, lasciatelo acceso.

Smartphone e tablet: nell’uso quotidiano quasi non avete bisogno di “spegnere”. Lo schermo spento e le radio in stato di basso consumo sono già la condizione migliore. Lo spegnimento completo serve in genere solo per i lunghi viaggi, la conservazione prolungata o la risoluzione di guasti.

Una regola semplice e pratica

Se vi allontanate per pochi minuti o qualche ora e dovete riprendere subito, scegliete il sonno. Se passate la notte con la batteria, dovete mettere il PC in borsa, conservarlo a lungo, installare aggiornamenti o diagnosticare guasti, scegliete lo spegnimento. E se volete spegnere ma non volete perdere il lavoro in corso, l’ibernazione vi permetterà di salvare lo stato attuale in modo completo.

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